Nel 2009, Lin-Manuel Miranda, già noto per il successo del musical “In the Heights”, si trovò di fronte a un pubblico di tutto rispetto: il presidente Barack Obama e la first lady Michelle, alla Casa Bianca. Con il cuore in gola, Miranda si preparava a chiudere la serata con un brano tratto dal suo precedente lavoro. Ma aveva un piano diverso. Stava lavorando a un nuovo progetto, un musical ambizioso che sarebbe diventato “Hamilton“.

Per quell’occasione speciale, decise di eseguire per la prima volta la canzone d’apertura del suo nuovo lavoro. Una scelta rischiosa, considerando che non l’aveva mai cantata in pubblico e raramente nemmeno in privato. La reazione fu straordinaria. La first lady iniziò a schioccare le dita al ritmo della musica, Obama sorrise compiaciuto, mentre la platea esplose in risate per alcune battute pungenti. Sette anni dopo, “Hamilton” conquistò il palcoscenico mondiale, ricevendo 16 nomination ai Tony Awards e vincendone 11. Nel 2016, vinse anche il Grammy per il miglior album di un musical, consolidandosi come un fenomeno culturale senza precedenti.

Ma chi era Alexander Hamilton, l’uomo al centro di questa opera rivoluzionaria?

Hamilton nacque nel 1757 in una piccola cittadina dei Caraibi. Orfano, perse anche il cugino che si occupava di lui, suicidatosi poco dopo averlo accolto. Questo tragico inizio di vita lo costrinse a crescere da solo. Come racconta la prima canzone del musical, Hamilton passò la giovinezza leggendo ogni libro che riusciva a trovare, educandosi autonomamente. Da giovane, decise di imbarcarsi per New York City, dove iniziò una carriera che lo portò rapidamente a diventare segretario di George Washington durante la Guerra d’Indipendenza Americana. Hamilton fu uno dei padri fondatori degli Stati Uniti e il primo segretario del Tesoro. Accanto a Washington, contribuì attivamente alla Rivoluzione Americana e gettò le basi per il sistema finanziario della nuova nazione.

L’idea di dedicare un musical a Hamilton nacque durante una vacanza di Lin-Manuel Miranda, quando lesse la biografia di Hamilton scritta da Ron Chernow. Ciò che lo colpì fu la straordinaria storia di un uomo nato orfano e immigrato, che grazie alla determinazione e all’etica del lavoro riuscì a raggiungere le più alte cariche dello stato.

Il musical non si limita a celebrare i successi di Hamilton, ma esplora anche i lati oscuri della sua vita: l’ossessione per la carriera, che lo portò a trascurare la famiglia, e il tragico epilogo della sua vita, segnato da un duello con Aaron Burr, un tempo suo amico (così narra il musical). Durante il duello, Hamilton sparò in aria, ma Burr non esitò a colpirlo mortalmente.

Un ruolo centrale nel musical è riservato alle sorelle Schuyler: Angelica, Eliza e Peggy. In particolare Eliza, moglie di Hamilton, emerge come una figura cruciale. Nell’ultima canzone del musical, Eliza racconta come gli altri padri fondatori abbiano vissuto a lungo, vedendo la propria storia tramandata, mentre quella di Hamilton rimase nell’ombra. Nonostante il dolore, Eliza fondò il primo orfanotrofio privato di New York, dedicandolo alla memoria di Alexander e al suo difficile passato.
Il musical si conclude con un momento di grande intensità emotiva: Eliza, rivolta al pubblico, si chiede chi racconterà la storia di suo marito. La risposta arriva con una visione di Alexander che la guida verso la platea, piena di spettatori venuti da tutto il mondo per ascoltare finalmente la sua storia.

Hamilton” è molto più di un musical: è una lezione di vita. Attraverso la storia di Hamilton, ci insegna che la determinazione e il duro lavoro possono portarci a realizzare i nostri sogni, anche quando le circostanze sembrano avverse. Non importa da dove veniamo, ciò che conta è dove vogliamo arrivare.

Oggi, a distanza di anni, “Hamilton” continua a essere rappresentato a Broadway, sempre con il tutto esaurito. Il pubblico, composto da persone di ogni provenienza, si lascia ispirare dalla storia di un uomo che ha cambiato il corso della storia americana e di un musical che continua a far sognare il mondo.

Caterina Balint